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    May 28

    elemosina

    Vivi attorniato di persone. Guardi decine di occhi tutti i giorni, molti li rivedi spesso perchè ti piacciono e ti ispirano qualcosa. Chissà cosa ci spinge a voler rivedere lo sguardo di determinate persone... In alcuni sguardi cogli benevolenza e calore, allora ti senti a casa e ti ci accomodi accoccolato, altri invece trasudano distacco, superiorità o indifferenza e da quelli vuoi solo allontanarti perchè assomigliano al filo spinato.
    Gli occhi delle persone amiche poi sono speciali e spettacolari: dentro ci puoi osservare punti esclamativi, punti di domanda, angoli di vita, vivacità, dubbi maturi e anche dubbi infantili...tutto incollato su un cartellone candido di sincerità verso di te. Davvero?
    E se per paradosso tutto il positivo fosse irreale? Se esistessero persone in grado di poter mascherare le verità nei loro occhi e trasformare mele marce in succulenti frutti maturati in chissà quanto tempo? Questo dubbio è vergognoso da possedere, non è giusto e forse da paranoici coltivare questo tipo di pensieri ma è comunque un osservare lo spettro completo di tutto ciò che compone i rapporti di fiducia.
    Forse chi tradisce con i fatti e non con lo sguardo si sente bene in fondo, sa che dopotutto è amato, ed essere amati rende forti e capaci di tutto. Chi tradisce con i fatti e non con lo sguardo possiede la più grande arma possibile, come un ladro con il dono dell'invisibilità. Rubare consenso e distribuire sottobanco farmaci scaduti...bella forza.
    Però è uno sbaglio pensarla così. Se negli sguardi delle persone amiche riesci a ridere e a placare i tuoi malesseri in fondo non puoi preoccuparti sul serio di tradimenti celati, non è giusto, diventeresti tu stesso a somministrarti il farmaco andato a male autodistruggendoti -pensando male si finisce peggio. Seppuku.
    Ma come fare ad essere certi che lo sguardo di un amico è sempre sincero? Forse usare gli occhi è riduttivo. Penso a parti del corpo come la pancia, il cervello, il cuore...tutte valide, ma forse è con il coraggio che si riesce a toccare in profondità se stessi nel rapporto con gli altri. Usa il coraggio per mantenere la fiducia in chi ti sta di fronte, usalo per continuare a vivere di spontaneità e per non rifugiarti affannoso dietro inutili trincee. Dare incondizionata verità per ricervere presunta ma praticamente certa sincerità. Ambita sincerità.
    April 05

    Black


       

    BLACK

    Sheets of empty canvas
    Untouched sheets of clay
    Were laid spread out before me
    As her body once did
    All five horizons
    Revolved around her soul
    As the earth to the sun
    Now the air I tasted and breathed
    Has taken a turn
    Ooh, and all I taught her was, everything
    Ooh, I know she gave me all, that she wore
    And now my bitter hands
    Chafe beneath the clouds
    Of what was everything
    Oh, the pictures have
    All been washed in black
    Tattooed everything

    I take a walk outside
    I'm surrounded by
    Some kids at play
    I can feel their laughter
    So why do I sear
    Oh, and twisted thoughts that spin
    Round my head
    I'm spinning
    Oh, I'm spinning
    How quick the sun can, drop away...
    And now my bitter hands
    Cradle broken glass
    Of what was everything
    All the pictures had
    All been washed in black
    Tattooed everything
    All the love gone bad
    Turned my world to black
    Tattooed all I see
    All that I am
    All that I will be

    I know someday you'll have a beautiful life
    I know you'll be a star
    In somebody else's sky
    But why can't it be mine?

    ---


    NERO

    Carte di tele vuote
    carte di argilla non toccate
    erano disperse davanti a me
    come aveva fatto una volta il suo corpo
    tutti i 5 orizzonti, sono
    imperniati sulla sua anima
    come la terra sul sole
    adesso l'aria che ho assaggiato e respirato
    ha preso il suo turno
    oh e tutto quel che pensavo lei fosse, tutto
    oh so che mi ha dato tutto, tutto quel che indossava
    e adesso le mie mani amare si sfregano
    al di sotto delle nuvole
    di tutto ciò che era tutto
    oh le foto si sono tutte scolorite in nero
    ho tatuato tutto

    ho fatto una camminata fuori
    sono circondato da alcuni ragazzini che giocano
    riesco a sentire le loro risate
    quindi perchè sto appassendo?
    oh e pensieri contorti che girano per la mia testa
    sto raccontando, oh sto raccontando quando
    il sole possa velocemente tramontare
    e adesso le mie mani amare tengono con
    delicatezza del vetro rotto
    di tutto ciò che era tutto
    oh le foto si sono tutte scolorite in nero
    ho tatuato tutto
    tutto l'amore è andato a male
    ha trasformato il mio mondo in nero
    ho tatuato tutto quel che vedo
    tutto quel che sono, tutto quello che sarò

    so che un giorno tu avrai una bella vita
    so che sarai una stella nel cielo di qualcun altro
    ma perchè non può essere il mio?


    April 01

    Tremo - Tempo

    Un bacio ti libera la mente ma sono le mani a restare ancora immobili, è l'accidia più radicata che ti paralizza esanime sulla barella vita e tu, che soffrivi di docili pene d'affetto, ora puoi a stento lavarti di dosso i pensieri che tormentano ridondanti. Cosa dovresti dare ancora per meritarti un angolo di salvezza? Come porsi di fronte a chi ti chiede distanza e allo stesso tempo presenza? Concetti antitetici che un uomo medio difficilmente focalizza -paralisi della mente. Vinto dalla vita, in questi giorni come ammanettato ad un sogno che sa di metallo freddo, un gusto aspro, deciso ma opposto a tutto ciò che il desiderio chiama. Trasparenza è stata la parola d'ordine; mimetizzare invece, l'imperativo concreto che si materializzava...ma tutto esce allo scoperto prima o poi, tutto. Tutto esce allo scoperto, anche i sentimenti veri che persino chi è così coinvolto dal desiderio di sentirsi migliore da sembrare poco presente stava riuscendo a manifestare quasi come un'espiazione del bene -un piccolo urlo interiore che stava crescendo e non ha nessuna intenzione di riassorbirsi interiormente ora.

    La glaciazione è giunta rapida sulla colllina, si stava aprendo alla primavera ed i colori andavano assumendo tonalità calde e malinconicamente vere quando all'improvviso le nuvole...-a portare scompiglio fino al nucleo. L'avanzare di una stagione non si può fermare solamente imponendo il palmo di una mano aperta, ci vuole molto più impegno da parte del fato per combinare i fattori avversi e ingannare la bellezza dello sbocciare. Io al destino non ci ho mai creduto.

    I giorni rallentano, indietreggiano -sembra che il tempo involva e una forza scura voglia riportare il buio dove si stava facendo strada una fievole candela accesa. Ma non è la fretta la cura giusta. Il tempo scorra come gli pare..alla fine siamo tutti figli del tempo, da lui dipende tutto. Purtroppo anche la vita.

    Stasera l'aria era più calda del solito, sintomo di primavera che inizia. Primavera tempo di trapianti...la speranza più forte del rigetto.


    cuore.jpg

    March 20

    Tremo - Bacia

    Basta un bacio. Se ti baci uno strato di velluto diventa seta e ti alleggerisci. Ne servono molti per levarti di dosso lo spesso sipario di teatro che t'avvolge ma la forza di baciare ce l'hai.
    Tutti questi anni a riporti nei cassetti, tutto il tempo migliore della tua vita a stivare pensieri difficili per l'essere piccolo e vero che saresti ma non sei. E poi qualche bacio ti cambia? Non può essere reale. Però lo desideri. E' un'esplosione di carne e mente, mescolanza e fusione di istinto e passione, gli occhi si chiudono e i pensieri diventano la droga calda che ti pervade e ti solleva da terra. Sei libero ora. Leggero puoi anche accogliere i dubbi, fare le scelte, prendere decisioni, capire quello che hai in testa e comunicarlo, perchè sei labbra nelle labbra. Comunicalo a te stesso...ora sei in grado di parlarti a cervello libero. Hai di fronte un cielo a forma di occhi dentro il quale vedi la via di uscita e la devi inseguire una volta per tutte anche se sarà la cosa più dolceamara della tua vita. Quelle finestre di cielo ti implorano e ti rassicurano allo stesso tempo. Croce e delizia del tuo momento, ma sei pronto. Alza la testa e metti in pratica le cose che sai, appiccica alla paura un adesivo con scritto "no fear" e stringi il pugno, stringi la mano, intreccia le dita e avanza. Troppo tempo fermo sul posto, troppo tempo a indietreggiare di un passo ogni due.

    Esser vivi che sennò è volgare.


    March 11

    Tremo - Velluto

    Lungo un mese il distratto logorio del vedersi è passato veloce. Il mese è l'anno, forse i due anni, strana sensazione. Transizione dici e distogli lo sgurdo dal mio, io ti continuo ad osservare da dentro la lavatrice e mi gira la testa, affogo, tu non odi quando il sapone ti si infila nelle orecchie? Siamo di molti strati di velluto, uno sopra l'altro disposti a croce affinchè non passi la minima luce. Il velluto se lo tocchi in superficie provoca un piacere tattile che è complicato da descrivere. Se tocchi il velluto, e lo allisci a pelo, sembra pelle umana di quella appena lavata, calda e fredda all'unisono, pare un gatto anche, un gatto domestico. E' opprimente il velluto, è affascinante al tatto ma pesa e ti schiaccia se ti ci metti sotto.
    Ora sei disteso e il primo strato ti copre, riesci ad accarezzarti in superficie e godi, ora cade il secondo strato e tu ancora con la mano a provare piacere, il terzo ti permette sempre di toccare, il quarto a malapena, il quinto poco, dal sesto in poi per nulla. Sei sotto a dieci e più strati di velluto e ne senti il peso, perdi la vista perchè luce non penetra e non respiri che polvere. Poter trascinarci fuori dalla coltre di questo tessuto maledetto e meravigliosamente lucido è facile. Non da soli però. Serve una mano, due labbra prensili come una mano, morbide, lisce e stupende alla vista. Due labbra di velluto. Il velluto si scaccia e si solleva con il velluto.
    February 18

    "il rock duro italiano"

     

    "dir la verità è un atto d'amore fatto per la nostra rabbia che muore..."
    February 17

    Leprotto


    Leprotto che nella notte esploravi il bosco
    Leprotto
    Sbrindellato
    Spiaccicato
    Appiattito sull'asfalto
    Come da un enorme mattarello
    di un'enorme casalinga
    che fa enormi tortellini
    col ripieno di Leprotto
    Maciullato
    Tartassato
    Triturato
    Spezzettato
    Martoriato
    Soppressato
    Esploso
    Spinto dall'istinto volevi esplorare il mondo

    Ora
    esplorami
    sta minchia.


    da Animali Spiaccicati di Paolo Fellello (Paul Phellell)
    February 03

    Il paese è reale


    “Io voglio far qualcosa che serva, Fammi far solo una cosa che serva, Dir la verità è un atto d'amore, Fatto per la nostra rabbia che muore”


    Da una parte un testo che va dritto al segno, un brano toccante, coinvolgente, inusuale: Il paese è reale, presentato dalla più importante rock band italiana, gli Afterhours. Dall’altra la più istituzionale manifestazione musicale nazionale, che tuttavia, attraverso Paolo Bonolis e l’organizzazione, dimostra grande rispetto per un altro modo di pensare la musica. Al centro: un progetto discografico che coinvolge 19 artisti, diversi tra loro per esperienza e ispirazione musicale ma rappresentativi di quella che di fatto è la vera nuova musica italiana. Una raccolta non esaustiva, tuttavia estremamente efficace nel fornire un ritratto di questo panorama musicale:



    Afterhours - Roberto Angelini - Beatrice Antolini - A Toys Orchestra - Cesare Basile - Paolo Benvegnù - Calibro 35 - Dente - Disco Drive - Marco Iacampo - Mariposa - Marta sui Tubi - Marco Parente - Reverendo - Settlefish - Teatro degli Orrori - Amerigo Verardi e Marco Ancona - Zen Circus - Zu



    Dopo oltre vent’anni di percorso gli Afterhours accettano di esibirsi sul palco di Sanremo.

    Per dire qualcosa «al di là di ogni stupida barriera estetica e stilistica», spiega il leader Manuel Agnelli, «sicuri di poter essere noi stessi anche all’interno di un mondo molto distante dal nostro. Indipendenti dalle major e indipendenti dalle indipendenti, senza barriere, ghetti e imposizioni da parte di nessuno. Per far conoscere a un pubblico più vasto l'esistenza di una scena fertile e ricchissima di talento».



    Per la prima volta nella storia della produzione discografica legata al festival, i protagonisti non proporranno un disco a proprio nome, che sia un nuovo lavoro o una riedizione confezionata in fretta e furia per l'occasione, ma un album di brani tutti inediti, condiviso in ugual misura da una rosa di 19 artisti diversi. Il brano degli Afterhours Il paese è reale, che dà il titolo a una raccolta unica nel suo genere, non apparirà in nessun’altra compilation del festival. Per i prossimi mesi si annuncia inoltre una serie di eventi che coinvolgeranno, singolarmente e insieme, i musicisti presenti nel disco e diversi ospiti.



    «Non una compilation, ma un’affascinante rassegna di proposte musicali di varia ispirazione, stimolante, ricca di spunti», prosegue Manuel, «che speriamo venga trainata dalla nostra presenza al festival, che nel nostro piccolo vuole contribuire ad infrangere quella cortina d’indifferenza che penalizza la nuova musica»
    January 27

    In commissariato

    mediocre: "Buongiorno, vorrei denunciare una scomparsa"
    brigadiere: "Buongiorno a lei, venga in ufficio che facciamo subito"
    m: "Sono disperato brigadiere, da ieri mi sento smarrito. mi aiuti la prego!"
    b: "mantenga la calma signore, siamo quì per aiutarla. l'importante è che ci descriva i fatti così come realmente sono accaduti"
    m: "sì sì grazie.."
    b: "allora, le sue generalità, nome cognome e indirizzo"
    m: "non ha importanza birgadiere io devo assolutamente ritrovare quello che ho perso"
    b: "ma non posso procedere con la pratica se non mi da le sue generalità!"
    m: "le mie generalità non esistono....sono uno qualunque..."
    b: "la vedo scosso quindi non insisto. mi fornirà i suoi dati più tardi. ora mi dica, chi è lo scomparso?"
    m: "brigadiere...la parola giusta non è CHI ma COSA ho perso"
    b: "ha parlato di scomparsa non di furto.."
    m: "esattamente non so se si tratti di una perdita casuale, causata, di un rapimento o semplicemente di uno smarrimento. non posso sapere neanche se sia temporaneo o permanente."
    b: "si sente bene signore? mi vuole spiegare di cosa parla?"
    m: "brigadiere vede...io non ho più le emozioni"
    b: "ma che diavolo di assurdità sta dicendo?! se è venuto quì per farmi perdere tempo mi faccia la cortesia di andarsene.."
    m: "non so a chi rivolgermi, tutti mi prendono per pazzo ma io so come stanno le cose e se nemmeno lei mi crede, beh..non so veramente che fare.."
    b: "santo cielo. su mi dica, mi parli di questa sua perdita..."
    m: "vede brigadiere, da qualche tempo non riesco più ad emozionarmi. non provo gioia nè dolore, non mi arrabbio, non mi annoio e neanche provo ribrezzo. non ho nemmeno più le espressioni del volto capisce! non so sorridere o ridere, non so più rattristarmi e nemmeno lacrimare. nè un accigliamento nè un aggrottare della fronte. niente di niente. mi può aiutare?"
    b: "io..io..veramente non so che dire..non ho mai sentito una stranezza del genere"
    m: "mi creda brigadiere, nemmeno io ci volevo credere ma quando mi guardo nelle foto o quando mi specchio io vedo solo una persona morta. la mia espressione è rigida e immutabile. come il corso dell'inverno"
    b: "buon uomo. quì non possiamo aiutare per certe richieste mi spiace. capisco il suo disagio ma non so come aiutarla"
    m: "capisco..."
    b: "le auguro di risolvere i suoi problemi, ora se non le dispiace ho altre pratiche da sbrigare"


    visodonnastatuatipomaschera.jpg
    January 08

    2.0.0.9.

    Troppo grigio il tutto. Troppo. Non è vero che sono pessimista, sono solo cauto nel gioire. Se dentro ho il grigio, può essere tante cose. Può essere fumo, può essere topo, può essere antracite, cenere, materia. Il grigio è il colore della mediocrità ed io sono un perfetto mediocre.
    Però per ques'anno vorrei raggiungere lo stato di mediocrità successivo, ovvero quella saggezza derivata dalla perseveranza negli errori, che mi permetta di non piangermi dentro e non piangermi addosso. Chissà se raggiungerò questo nirvana... L'equilibrio interiore è lo scopo principe.

    VITA è la parola chiave della mia vita, intesa come pienezza dei momenti, come soddisfazione di fare qualacosa, non dico di gratificante, ma quanto meno che sia pulito. Voglio trovare una casa. Sia fisicamente che spiritualmente. Non mi sento a casa ora perchè i muri bianchi non sono sufficientmente bravi a spiegarmi che senso ho.

    Grigio vuol dire anche rumore di sottofondo. Il mio sottofondo è l'insieme di tutti gli sguardi veritieri che incorcio. Elevano e alleviano. I buoni propositi non si concretizzano realmente se non condividi la soddisfazione di averli conseguiti. E mi uso violenza nel dire che forse sono innamorato della vita.

    Quella vera però. Non questa.


    December 25

    Il 25 normale?

    Il comico è che ti trovi lì in mezzo quando non centri proprio nulla... Hai in mano un bicchiere pieno e guardi in silenzio gli attori che parlano e si scambiano sorrisi, e ad ogni sorriso ti si stringe il cuore. Perchè anche se una spiegazione non riesci a trovarla per quella stretta dentro il costato che ti accompagnia da almeno 2 settimane, dovresti sollevare lo sguardo dal vuoto e sorridere anche tu. Perchè il natale te lo impone, perchè la logica lo impone, perchè lo impone anche l'educazione.
    E poi pensi di essere uno scemo, non hai alcun motivo per star male in fondo...è solo colpa tua se non arrivi alla testa delle persone, dovresti portare positività, gioia, curiosità verso chi ti elenca i propri doni scartati sotto l'albero. Lo impone il natale, la logica, l'educazione, la normalità.
     
    Sei un muro, con un unico finto addobbo attaccato, ma su uno sfondo di mattoni neri e grigi. Tanto da pensare e poco da dare. Fermo, io, che qualche tempo fa parlavo di inutilità di restare immobili. Eppure a lasciarmi contagiare ci vorrebbe davvero poco con tutto quel festeggiare attorno, eppure mi butta giù, ogni sguardo incrociato mi parla di qualcosa che io non ho. Ogni figurante mi porta giusto giusto quella cosa che mi manca, me la mostra e me la toglie mentre provo a prenderla. E' assordante il silenzio che ho dentro, povero di tutto..anche del natale.
    E la ricchezza è solo quel bicchiere che hai in mano.
     
    Dovrei scrivere gli auguri a tutti quelli che conosco, con tanti punti esclamativi e tanti smile...lo impone il natale, la logica, l'educazione, la normalità.
    Non so se mi sento normale qesto natale.
     
    Tanti auguri
    December 15

    il mare

    "Il mare non fa mai doni, se non duri colpi, e quanlche volta è un'occasione di sentirsi forti.
    Ora, io non so molto del mare ma so che quì è così
    e quanto importi nella vita non già di essere forti, ma di sentirsi forti
    di essersi misurati almeno una volta
    di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica
    soli davanti alla pietra cieca e sorda
    senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa."
     
                                                                                                                               da Into The Wild
     
     
    December 03

    State of mind

    Mi sento contratto, poco libero, linguisticamente povero, non molto utile, INVOLUTO.

    e come se non bastasse Ben Harper e gli Innocent Criminals non suoneranno più assieme...





    withdrawn boy

    December 02

    Risotto patrio. Rècipe

    L’approntamento di un buon risotto alla milanese domanda riso di qualità, come il tipo Vialone, dal chicco grosso e relativamente più tozzo del chicco tipo Carolina, che ha forma allungata, quasi di fuso. Un riso non interamente «sbramato», cioè non interamente spogliato del pericarpo, incontra il favore degli intendenti piemontesi e lombardi, dei coltivatori diretti, per la loro privata cucina. Il chicco, a guardarlo bene, si palesa qua e là coperto dai residui sbrani d’una pellicola, il pericarpo, come da una lacera veste color noce o color cuoio, ma esilissima: cucinato a regola, dà luogo a risotti eccellenti, nutrienti, ricchi di quelle vitamine che rendono insigni i frumenti teneri, i semi, e le loro bucce velari. Il risotto alla paesana riesce da detti risi particolarmente squisito, ma anche il risotto alla milanese: un po’ più scuro, è vero, dopo e nonostante l’aurato battesimo dello zafferano.

    Recipiente classico per la cottura del risotto alla milanese è la casseruola rotonda, e la ovale pure, di rame stagnato, con manico di ferro: la vecchia e pesante casseruola di cui da un certo momento in poi non si sono più avute notizie: prezioso arredo della vecchia, della vasta cucina: faceva parte come numero essenziale del «rame» o dei «rami» di cucina, se un vecchio poeta, il Bassano, non ha trascurato di noverarla ne’ suoi poetici «interni», ove i lucidi rami più d’una volta figurano sull’ammattonato, a captare e a rimandare un raggio del sole che, digerito dagli umani il pranzo, concocto prandio, decede. Rapitoci il vecchio rame, non rimane che aver fede nel sostituto: l’alluminio.

    La casseruola, tenuta al fuoco pel manico e per una presa di feltro con la sinistra mano, riceva degli spicchi o dei minimi pezzi di cipolla tenera, e un quarto di ramaiolo di brodo, preferibilmente brodo al foco, e di manzo: e burro lodigiano di classe. Burro, quantum prodest, udito il numero de’ commensali. Al primo soffriggere di codesto modico apporto butirroso-cipollino, per piccoli reiterati versamenti sarà buttato il riso: a poco a poco, fino a raggiungere un totale di due tre pugni a persona, secondo appetito prevedibile degli attavolati: né il poco brodo vorrà dare inizio per sé solo a un processo di bollitura del riso: il mestolo (di legno, ora) ci avrà che fare tuttavia: gira e rigira. I chicchi dovranno pertanto rosolarsi e a momenti indurarsi contro il fondo stagnato, ardente, in codesta fase del rituale, mantenendo ognuno la propra «personalità»: non impastarsi e neppure aggrumarsi.

    Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare da due mezze ramaiolate di quello attinto da una scodella «marginale», che avrete in pronto. In essa sarà stato disciolto lo zafferano in polvere, vivace, incomparabile stimolante del gastrico, venutoci dai pistilli disseccati e poi debitamente macinati del fiore. Per otto persone due cucchiaini da caffè. Il brodo zafferanato dovrà per tal modo aver attinto un color giallo mandarino: talché il risotto, a cottura perfetta, venti ventidue minuti, abbia a risultare giallo-arancio: per gli stomaci timorati basterà un po’ meno, due cucchiaini rasi, e non colmi: e ne verrà un giallo chiaro canarino. Quel che più importa è adibire al rito un animo timorato degli dèi e reverente del reverendo Esculapio o per dir meglio Asclepio, e immettere nel sacro «risotto alla milanese» ingredienti di prima qualità: il suddetto Vialone con la suddetta veste lacera, il suddetto Lodi (Laus Pompeia), e i suddetti spicchi di cipolle tenere; per il brodo, un lesso di manzo con carote sedani, venuti tutti e tre dalla pianura padana, non un toro pensionato, di animo e di corna balcaniche: per lo zafferano consiglio Carlo Erba Milano in boccette sigillate: si tratterà di dieci dodici, al massimo quindici, lire a persona: mezza sigaretta! Non ingannare gli dèi, non obliare Asclepio, non tradire i familiari, né gli ospiti che Giove Xenio protegge, per contendere alla Carlo Erba il suo ragionevole guadambio. (1) No! Per il burro, in mancanza di Lodi potranno sovvenire Melegnano Casalbuttano Soresina; Melzo, Casalpusterlengo; tutta la bassa milanese al disotto della zona delle risorgive, dal Ticino all’Adda e insino a Crema e Cremona. Alla margarina dico no! E al burro che ha il sapore delle saponette: no!

    Tra le aggiunte pensabili, anzi consigliate o richieste dagli iperintendenti e ipertecnici, figurano le midolle di osso (di bue) previamente accantonate e delicatamente serbate a tanto impiego in altra marginale scodella. Si sogliono deporre sul riso dopo metà cottura all’incirca: una almeno per ogni commensale: e verranno rimestate e travolte dal mestolo (di legno, ancora), con cui si adempia all’ultimo ufficio risottiero. Le midolle conferiscono al risotto, non più che il misuratissimo burro, una sobria untuosità: e assecondano, pare, la funzione ematopoietica delle nostre proprie midolle. Due o più cucchiai di vin rosso e corposo (Piemonte) non discendono da prescrizione obbligativa, ma, chi gli piace, conferiranno alla vivanda quel gusto aromatico che ne accelera e ne favorisce la digestione.

    Il risotto alla milanese non deve essere scotto, ohibò, no! solo un po’ più che al dente sul piatto: il chicco intriso ed enfiato de’ suddetti succhi, ma chicco individuo, non appiccicato ai compagni, non ammollato in una melma, in una bagna che riuscirebbe spiacevole. Del parmigiano grattugiato è appena ammesso, dai buoni risottai; è una cordializzazione della sobrietà e dell’eleganza milanesi. Alle prime acquate di settembre, funghi freschi nella casseruola; o, dopo San Martino, scaglie asciutte di tartufo dallo speciale arnese affetta-trifole potranno decedere sul piatto, cioè sul risotto servito, a opera di premuroso tavolante, debitamente remunerato a cose fatte, a festa consunta. Né la soluzione funghi, né la soluzione tartufo arrivano a pervertire il profondo, il vitale, nobile significato del risotto alla milanese.


    Carlo Emilio Gadda

    November 15

    Questa è la storia di Caterina


    Caterina è figlia unica. Ha poco più che vent'anni. Vive con la madre praticamtne e con il padre virtualmente. Figlia attenta e allo stesso tempo volubile di una coppia tutt'altro che bigotta. Il padre per ragioni di gioventù tardiva abita dall'altra parte dell'Oceano e si gode la vita come solo un quindicenne alto-borghese saprebbe fare. Caterina soffre di questo divertimento transoceanico, vorrebbe poter sfruttare suo padre come fan tutti, vorrebbe arrabbiarsi di più con lui per un qualche casitgo inflitto, vorrebbe sentire una benevola ramanzina in più e uno squillo di telefono in meno...sta male così. La madre è ottima amica part-time e buona lavoratrice full-time, presenzia a casa per riempire un ripiano del frigo ogni tanto e poi riparte verso un qualche paese per un happy hour e un meeting.
    Così Caterina resta corporalmente priva del pane e del sangue che portano alla consueta eucarestia familiare. Piange. Forse è per interrompere proprio quel pianto che si dedica alla sua vita allo stesso modo che a quella degli altri, è amica alleviatrice tanto quanto motivatrice infaticabile. Esce la mattina, fa godere del suo sorriso cento persone e poi rientra in casa e piange. talvolta trattiene le lacrime...ma le servono minimo due film in tv per far volar distante i suoi pensieri angoscianti. Distante forse fino alla madre o forse addirittura fino al padre chissà.
    Parla sempre in positivo Caterina, sa quando è il momento giusto di inserirsi nella vita di chi le sta attorno ed è sublime il tempismo con cui lo fa. I molti amici la adorano per la vulcanicità del suo essere e senza di lei muoino un pò dentro. E' speciale Caterina, rara perla dai capelli scuri che trascina i fili di un burattino fragile ma pesante come un'assenza dietro di se.
    L'amica del cuore è spesso dura come un sasso da smuovere, la imbottisce di fatti e la sballotta nella sua vita come fosse gomma, non è facile Caterina essere angelo custode di una persona più forte di te, che non sa nemmeno da che parte vuole arrivare, ma che ti adopera a mo di misirizzi, vero?
    Il dubbio di un amore possibile ha acceso in Caterina una fiamma azzurra tempo fa, ora questa si è assopita, ma non spenta. Possedeva le attenzioni di chi credeva un giorno potesse diventare suo ed ora è solamente un'ombra nera persistente nel cuore. Il desiderio di lavare via queste macchie dal di dentro è forte ma mastodonticamente difficile per una di poco più di vent'anni. Vorrebbe scappare Caterina. Scappare e rifare tutto, potesse sostutuire l'anima con una sagoma di cartone lo farebbe meccanicamente senza esitare. Le sagome di cartone però bruciano facilmente, non si può pretendere di cambiare una vita costruita con forza e dedizione negli anni solo perchè chi ci sta attorno è distratto e non ha la capacità di valorizzarci o non vede oltre la propria delusione dei tempi andati. Si rischia di impuntarsi invano su cose che nemmeno con la più arcigna volontà si cambiano.
    Chi ti sta attorno è così preso da se che non ti vede più? Oh Caterina, non pinagere. Sorridi perchè la tua angoscia è come perle per i porci, c'è chi non fa il suo dovere e non merita che tu stia male per lui. L'ansia immotivata che non ti sai spiegare il perchè ti prenda e ti impaurisca è solo il frutto di stratificazioni pressanti di situazioni che vorresti cambiare ma non devi, dovrebbero essere gli altri ad accorgersi di te, di quanto credano tu sia forte ma in realtà necessiti d'affetto estremo, o anche solo di una muta presenza. Più assidua però.
    Ora se puoi Caterina, volgi ancora una volta lo sguardo a certe foto che ti stanno davanti: cosa vedi? Ci sono sorrisi e faccie buffe? Sorridi allora, ti prego Caterina sorridi o piangi di gioia, la vita è una salita che solo con le unghie si può scalare.

    Ti prego Caterina sorridi.





    November 13

    Explicit Lyrics

     
    Non ne faccio una colpa a nessuno ma...
     
    porco cazzo...
    October 19

    7 vacche magre

    raccogliere, scremare, stipare, conservare, accumulare, stivare
    pensieri, idee, parole, progetti, azioni, soldi

    vacca.jpeg

    il periodo richiede parsimonia, non è il momento
    .


    October 13

    Come cancellarsi da Facebook

    1. Assicurati che il tuo account Facebook abbia un indirizzo di Posta Elettronica di contatto
    2. Cancella ogni altro indirizzo di Posta Elettronica che hai inserito nel tuo account che non sia quello del punto 1.
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    Nessuno garantisce che questo faccia anche cancellare le vostre informazioni dai loro server, ma e' pur sempre un modo per cancellarsi da quel sito.

    Spero che abbiate utilizzato un indirizzo di posta elettronica usa-e-getta per creare il nuovo account...

    Against Facebbok.jpg


    Abbraccio sinistroComputerAbbraccio destro

    Siamo uguali Angie...

     Boomp3.com


    Prima o poi mi sparerai alle spalle, Angie
    Credi in ciò che fai
    Senza lacrime mi distruggerai
    Laverai le tue mani rosse, Angie
    Scuro più che mai
    Senza lacrime ti addormenterai
    Come mai, che ne sai, semmai,
    Rido in lei semmai
    Nei tuoi nei io mai
    Lunedì è il giorno delle streghe, Angie
    Sai come si fa
    Senza lacrime, mi distruggerai
    Ora mai, che ne sai, semmai
    Rido in lei semmai
    Nei tuoi nei io mai